Open Ricostruzione è in primo luogo una piattaforma web che monitora i danni, i finanziamenti e le donazioni relative alle opere pubbliche del cratere sismico. Ma la tecnologia non basta: per ricucire i fili della democrazia occorre ri-partire dalle competenze dei cittadini. Per questo ActionAid realizza nell’ambito di Open Ricostruzione dei laboratori in cui i cittadini possono imparare a monitorare gli appalti della ricostruzione:

Con un telefonino, una macchina fotografica, una connessione a internet, tutti possono partecipare a rendere trasparente non solo la ricostruzione in Emilia, ma anche le nostre istituzioni. A Bondeno ad esempio i ragazzi del Grest si sono avventurati (sotto la pioggia),il giorno del 28 giugno per le vie del paese per vedere più attentamente i danni causati dallo sciame sismico avvenuto circa un anno fa. Grazie alla supervisione di Paolo Fusco e Carolina Paltrinieri di Shoot4Change hanno realizzato dei reportages fotografici per far conoscere anche a chi è lontano questo piccolo paese! Quello che segue è il video che raccoglie le foto scattate da Luca Marini, uno dei partecipanti ai laboratori:

Open Ricostruzione vuol’essere un progetto che difende l’economia sana del territorio e che parla alle imprese per le imprese. In un momento in cui povertà e disoccupazione sono al centro dell’agenda politica, è essenziale che i cittadini e le istituzioni emiliane creino un fronte comune per far sì che il fiume di denaro che verrà speso per la ricostruzione finisca nelle mani di imprese sane, che pagano le tasse e rispettano il lavoro e l’ambiente.Tutti devono sentirsi responsabili per far rinascere un paese migliore.

Ne abbiamo gli strumenti e crediamo anche la voglia!