A due anni dall’evento che ha cambiato il volto del territorio e la vita di molte persone, ActionAid presenta il rapporto “Se l’Italia tornasse a tremare? Lezioni dal terremoto in Emilia Romagna” in cui evidenziano le attività svolte in loco per sostenere le comunità colpite oltre che i danni sulle opere pubbliche, le scuole, le abitazioni private e l’impatto sul tessuto economico.
Il rapporto chiede dunque al Governo e alle Autorità Locali l’emanazione e l’applicazione di leggi e provvedimenti in grado di indirizzare al meglio gli interventi necessari per affrontare le emergenze legate a catastrofi naturali. Per questo, ad esempio, è importante che ci sia un aggiornamento dei dati sulla classificazione sismica; al momento, infatti, sul sito del Dipartimento di Protezione Civile, tali dati sono aggiornati al 2010. Inoltre, ActionAid ritiene che il coinvolgimento dei cittadini in un confronto più aperto e costante con le istituzioni sia necessario e indispensabile per gestire le emergenze in modo efficace e responsabile; è fondamentale un’informazione sempre più chiara e aperta e un investimento, da parte delle istituzioni pubbliche, in progetti di partecipazione civica.

“Il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012 ci ha insegnato che il monitoraggio costante, la trasparenza e la partecipazione attiva da parte dei cittadini coinvolti sono elementi chiave per la gestione dell’emergenza” afferma Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid Italia. “Due anni fa in Emilia Romagna 45.000 persone hanno dovuto lasciare le proprie case e circa 14.000 abitazioni sono state dichiarate inagibili. Purtroppo si perde con troppa facilità la memoria storica di eventi catastrofici passati che dovrebbero servire da lezione per prevedere e prepararsi a quelli di oggi. E’ successo in Emilia Romagna, è successo a L’Aquila e in molti, troppi altri luoghi ancora. E’ necessario un quadro legislativo unico nazionale che possa indirizzare in maniera definita gli interventi in caso di calamità naturali che nel nostro Paese, come abbiamo visto in diverse occasioni, possono verificarsi in maniera anche violenta”.