Martedì 3 dicembre a Massa Finalese, la più grande delle frazioni di Finale Emilia, si è tenuto l’ultimo incontro del percorso di ricostruzione partecipata di cui abbiamo già parlato. Pubblichiamo il racconto e le foto della serata che ci sono giunte da una delle partecipanti, Barbara, tramite il nostro gruppo facebook:
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<< Martedì 3 dicembre scorso, si è svolto il primo degli incontri “Abitare Massa Finalese” nell’ambito del percorso partecipato post-sisma. Decisamente alta e, oserei dire, quasi inaspettata la partecipazione da parte della cittadinanza, tutti riuniti a IdeAttiva, il nuovo spazio civico di Massa Finalese che ha ospitato i massesi e il team dell’Università di Bologna che coordina il percorso insieme all’amministrazione comunale. Quasi 70 appunto le presenze, segno forse di una nuova spinta e di un bisogno dei massesi di essere partecipi della vita sociale del paese, in tutte le sue declinazioni.

20131203_221844Presente un buon mix di esemplari: semplici cittadini di tutte le età, commercianti, rappresentanti dell’associazionismo e del volontariato, esponenti della consulta di frazione, nonché dei comitati attivi e operanti su temi caldi del nostro territorio. È stato appunto sui temi caldi e sulle criticità presenti sul nostro immediato territorio che si è principalmente snodato il filo della discussione. Il punto di partenza voleva essere il terremoto: come cogliere le opportunità che possono derivare dalla ricostruzione e dalla rivisitazione del nostro paese nel post-sima, per riqualificare e rilanciare il nostro paese, la nostra collettività? Inaspettatamente (ma forse non troppo…) di terremoto non si è parlato poi così tanto. Chiara e forte, la voce dei cittadini massesi ha messo l’accento sulle tante criticità ambientali pre-esistenti al sisma (ma non solo) che stanno prepotentemente risvegliando la consapevolezza tra i tanti.

20131203_222101Tre gruppi di lavoro hanno abilmente messo sul tavolo questioni come la riqualificazione e la ri-funzionalizzazione delle aree come la ex Bellentani, lo Zuccherificio, le cave di via Albero, l’impianto di compostaggio, argomenti che hanno un forte impatto sulla salute pubblica e che preoccupano parecchio la cittadinanza, che vede il procedere di questi progetti senza né la consultazione, tanto meno il consenso degli stessi.

Si è riflettuto anche se ci sono strumenti o metodi, esistenti o nuovi, che possono migliorare il rapporto cittadino-amministrazioneInoltre, è uscita forte la necessità di promuovere e dare maggiore spinta al commercio, al lavoro, al bisogno di dare rilancio, sia economico appunto, che sociale, educativo, a una frazione che, sebbene rappresenti un terzo degli abitanti del Comune di Finale Emilia, vive un senso di distacco, a tratti di abbandono, da parte dell’Amministrazione, distacco figlio anche di un campanilismo che ha radici lontane (scherzando, alcuni massesi a volte ipotizzano la costruzione di un ponte levatoio a Canaletto… o di un movimento scissionista che accorpi la frazione di Massa al Comune di San Felice!).

20131203_221815La serata del 3 dicembre è stata molto significativa e deve portare, secondo me, l’Amministrazione a fare una forte riflessione: Massa è una comunità attiva, viva e presente, ed è pronta a partecipare, vuole alzare la voce. Se il terremoto a Massa non ha fatto poi così tanti danni (sempre se diamo per scontato che i danni del terremoto si misurino solo in case rotte, chiese e vecchi edifici crollati…) forse ha “squassato” gli animi, forse ha fatto fuoriuscire un bisogno, un amore finora sopito per il nostro Paese? Forse l’iniziativa di alcuni o la tenacia di altri che da tempo si battono per le tematiche che sono uscite, hanno dato lo spunto per una nuova fase? Chissà. Personalmente me lo auguro davvero. L’Amministrazione ha una nuova sfida.

Barbara>>