201311041225-800-rico Martedì 5 novembre abbiamo presentato i laboratori di Open Ricostruzione a Finale Emilia nell’ambito del percorso partecipato Ricostruire Finale. Anche qui come a San Felice sul Panaro il processo partecipato riguarda la parte pubblica del Piano per la Ricostruzione comunale con cui si apportano variazioni al Piano Regolatore e al Regolamento Edilizio.

I principali temi emersi dal world cafè facilitato da Monia Guarino hanno riguardato il centro storico, la ripartenza del commercio e dell’economia, la disposizione urbanistica dei servizi, la cura dei parchi e il ruolo che il volontariato può avere nella loro manutenzione. Un volontariato che manca però di spazi fisici di aggregazione. Dal punto di vista economico è emersa l’importanza dell’agricoltura, che potrà giocare un ruolo di primo piano se saprà innovare e lasciarsi contaminare dalla tecnologia. Importante infine è secondo i cittadini anche il potenziamento di modalità di comunicazione chiare e trasparenti da parte del Comune.

Di seguito il racconto fotografico:

 

Quello del 5 novembre è stato il primo di una serie di incontri previsti entro dicembre e che serviranno a consegnare all’Amministrazione le proposte dei cittadini, da valutare prima dell’adozione del Piano per la Ricostruzione. Da gennaio a giugno inizierà la seconda fase del processo, dedicata all’esplorazione partecipata dei singoli progetti.

I laboratori di Open Ricostruzione accompagneranno il passaggio fra queste due fasi, fornendo ai cittadini gli strumenti per analizzare i dati, raccontare il territorio e capire gli appalti pubblici:


Prima di lasciare Finale abbiamo chiesto un quadro sulla ricostruzione anche al Sindaco Fernando Ferioli, che ha aperto i lavori della serata per poi abbandonare l’aula assieme alla Giunta per non influenzare la discussione. In merito agli edifici pubblici e culturali su 70 milioni di euro di danni stimati la  Delibera regionale n° 801 del 2013 assegna a Finale 8,9 milioni di finanziamenti da qui fino a fine 2014. In merito alla ricostruzione privata ad oggi sono stati presentati progetti per 13 milioni di euro, molto pochi rispetto al totale e ciò principalmente a causa della complessità dei progetti relativi agli edifici più danneggiati (quelli in classe E, di cui su sono pervenuti solo 10 progetti su circa 1.900 edifici censiti). Ferioli ha rilevato però che il problema più urgente riguarda le impresestrette fra i fuochi della complessità delle procedure SFINGE e la sostanziale assenza di credito erogato dalle banche. Una situazione che aumenta il rischio di penetrazione di capitali mafiosi. A questo proposito il Sindaco aggiunge la sua voce a quelle dei tanti che lamentano la lentezza delle procedure di iscrizione alle white list, problema riconosciuto anche dalle recenti dichiarazioni della Prefettura di Modena. Ultimo punto è la burocrazia, con cantieri pronti a partire da gennaio che saranno fermi fino al 2015 in attesa che tutte le commissioni competenti possano esprimersi.